life in blue.
Sì è vero, non scrivo più da molti giorni, ormai. E ad essere sinceri, è dalle feste di Natale che non aggiorno il blog con una certa regolarità. Un po' me ne dispiace, anche se ogni tanto faccio capolino in alcuni dei miei blog preferiti, giusto per vedere come ve la passate. Però sapete, diventa un po' difficile postare quando sei in Paradiso, tra le stelle. Problemi di connessione, chissà.
Il fatto è che sul mio blog ho sempre detto tutto, o quasi. E stavolta invece mi è capitata una cosa bellissima, e per il momento vorrei che fosse solo mia... Posso solo dire che nel mio viaggio sul pianeta Terra, come alieno in incognito, mi è capitato di conoscere un dolcissimo astronauta dagli occhi verdi, goloso di marshmallow e me ne sono innamorato.
A dirla tutta, le nostre navicelle si erano già incontrate più volte negli ultimi otto anni, ma non avevamo mai avuto occasione di abbassare un attimo il finestrino per scambiare due parole (nonostante ci spiassimo da lontano da diverso tempo) E quando è successo.. beh, ho trovato una persona che non ha difficoltà ad ascoltarmi fino in fondo e ad entrarmi nel cuore e nell'anima. E poi una navicella piena di baci, giorni di tenerezza e sensualità, luci soffuse, sogni, risate, e parole da restare senza fiato. Pioggie di timide, ma dolcissime parole scritte in grigio, ma anche sussurrate e scritte pazientemente sul palmo delle mie mani. E non dimentichiamo le "magiche lenzuola zebrate" :) Tutte cose di cui sono incredibilmente geloso.
E poi c'è il lavoro, che in questo periodo prende molto del mio tempo.
Questo non è un addio eh, è solo un arrivederci... consideratemi in vacanza. Si sta molto bene qui, tra le stelle. Ma nonostante abbia parlato tanto dei miei ultimi viaggi - Berlino, Londra, Barcellona - di questo non riesco a parlarne. E' un viaggio che va vissuto e basta :)
A rileggerci,
F.

Chi ha letto i miei ultimi post già è al corrente dell'ossessione di mia madre per la Tachipirina. Anzi, considerato che qualcuno tra i commentatori si è ricordato di me perchè "tu sei quello della tachipirina, ahahaha", vuol dire che quest'ossessione è diventata una barzelletta. Perchè viene spontaneo farsi delle grasse risate quando tua madre pretende di farti prendere la Tachipirina anche per curarti una fastidiosa sinusite, ed il giorno di Natale gira per casa con una confezione di Tachipirina infilata nel taschino dei pantaloni: "L'ho portata casomai potesse servirti - poi aggiunge sottovoce per non farsi sentire - e ne ho presa una anche io perchè mi sento un po' così". (Abbiamo trovato la nuova Britney. Uno di questi giorni assumerà droga sottratta agli elefanti del circo Orfei)
In realtà la questione è molto più grave.
Secondo me, mi vogliono togliere da mezzo. Un po' come la Bergman in Notorius. Solo che noi facciamo le cose alla buona, mica ci trattiamo a uranio e champagne.
Dite che esagero? Io vi espongo le mie teorie, poi ditemi voi se esagero.
I miei genitori mi hanno sempre criticato per il mio modo fantasioso e creativo - definiamolo così - di gestire la casa. Tanto per dirne una, io non ripongo i medicinali in un mobile nel bagno, perchè non ce l'ho, e preferisco tenerli in cucina, in uno dei mobili della dispensa. Secondo loro questa cosa è sconveniente. Secondo me invece, pur essendo una scelta singolare, ma dettata da una necessità, e non è criticabile. Prima di tutto perchè non sono cazzi loro. Poi non è mai capitato, che per sbaglio io o il mio ex-ragazzo ci facessimo due spaghetti al Mucosolvan, o due uova all'OKI di bue. E poi perchè vi vorrei far capire cos'è diventato uno dei due bagni di casa loro, quella in cui ho vissuto fino a cinque anni fa.
Una trappola mortale.
Non voglio esagerare, ma la mattina del 24 dicembre avrei potuto lasciarci la pelle in quel bagno.
Accendo la luce al neon, mi tolgo la maglia del pigiama e lascio cadere i pantaloni sul pavimento. Apro il rubinetto e lascio scorrere un po' d'acqua, poi prendo il tubetto del dentifricio e lo spazzolino dal vasetto colorato che è sul lavandino. Apro il tubetto e spremo un po' del contenuto sulle setole dello spazzolino.
["Uh, un dentifricio giallino. Mai visto un dentifricio di questo colore. Io non lo farei di questo colore, è controproducente dal punto di vista pubblicitario [blablabla... seguono tentativi di far ingranare il cervello a prima mattina]"]
Inizio a strofinare i denti, poi mi fermo disgustato. Poi riprendo a strofinare, cercando di convincermi che sia solo una mia impressione, poi sono costretto a fermarmi subito ed a sputare tutto nel lavandino.
["..Ma che sfaccimm'..?"]
Afferro immediatamente il tubetto e leggo qualcosa come "CREMA.." poi "..TRATTAMENTO PER LA SECCHEZZA DEL CUOIO CAPELLUTO E.."
"sppruut."
"puozz' murì." inveisco sottovoce, poi mi sciacquo immediatamente la bocca
"puozz' murì accis, a te e 'o cuoio capelluto"
Dopo essermi ripreso, decido di farmi la doccia. Entro nella cabina, e mi chiudo le porte scorrevoli alle spalle, poi alzo lo sguardo in alto. Il rubinetto della doccia è tranciato di netto.
["mah"]
Poso la mano sulla manopola dell'acqua calda, e sto per girarla, poi ci ripenso. E guardo di nuovo il rubinetto. Mi viene da pensare a scene di docce strazianti e drammatiche come in Silkwood.
Ruoto la manopola lentamente, e inizio a bagnarmi con quell'unico getto d'acqua calda. Poi mi accorgo che manca lo shampoo. E che manca anche il docciaschiuma. Non ci sta manco una sfaccimma di saponetta in questa doccia. E che cazzo.
Apro una porta della cabina della doccia e vedo se nei dintorni c'è almeno un flacone di docciaschiuma. Vedo qualcosa che ha sull'etichetta la parola "SHAMPOO" e l'afferro. Il flacone però è strano. Sembra più quello di un detersivo, che di uno shampoo.
["aspiè, famm' verè buon.."]
cerco di scostare l'acqua dagli occhi, e leggo meglio l'etichetta.
"SHAMPOO PER TESSUTI.."
Mi sono lavato con l'acqua corrente e basta. E mi sono salvato.
Se un giorno non ci leggiamo più da queste parti, oppure mi verrà la faccia come Viktor Yushenko, saprete di chi è la colpa.
Vai a letto alle nove e mezza, senza neppure renderti conto che non hai cenato, e sperando di cancellare pensieri, attimi, parole, stanchezza, frustrazione. Sperando inutilmente di cancellare anche la tua idiozia, ma quella non va via neppure con la varechina. Ci vai anche se nella tua testa una vocina insistente e beffarda ti dice che "è troppo presto per andare a letto, ti sveglierai nel cuore della notte e lo sai. Cretino."
Ed infatti.
Per tutte il periodo natalizio non ho fatto altro che pensare che sì, forse ho messo su due, tre chili. Anzi, sicuramente li avrò messi, però non ho il coraggio di pesarmi, perchè in realtà voglio illudermi di pesare ancora 73 chili come ad ottobre. Ed è per questo motivo che ho cercato di scacciare qualsiasi pensiero relativo al chiattume, alle calorie, alla bustona di cioccolatini che mi sono portato da Napoli, dopo le feste e al fatto che lo scorso autunno tutto sommato ero abbastanza rimorchiabile. Neppure da Sisley, la settimana scorsa, misurandomi una camicia taglia M che non solo non mi andava, ma lasciava scoperti cinque centimetri di panza tra un lembo e l'altro, mi era venuto qualche sospetto di essere ingrassato. Tanto Sisley fa i vestiti per povere froce anoressiche: sono loro ad essere sbagliate, non io.
Poi stasera, in pizzeria con i signori PerSpa, il dramma.
Si parla del più e del meno, di cibo, di Carmen Consoli, di amicizie, sentimenti, delle tremende feste di Natale che fortunatamente ci siamo lasciati alle spalle, e di altre cose. Al momento di pagare, mi alzo per andare alla cassa e quando torno, il disgraziato (ovvero Per, chi sennò) indica verso di me e ghignando sentenzia:
"gh! hai la pancia!"
"eeeeh?"
"hai-la-pancia" scandisce perfidamente, e continuando a ghignare.
Insomma ho affrontato l'orribile verità. Però mi è stato detto che "la pancia piace" - seh, vabuò, 'stu paraculo - e che "sono un cartone animato". Sarà, ma da lunedì, dieta e palestra. Da lunedì, perchè domani devo assolutamente assaggiare il liquore al cioccolato che mi hanno regalato loro. Fatto con le loro manine.
Quanto mi piacerebbe trascorrere l'ultimo giorno dell'anno senza fare un cazzo. E invece, come sempre, mi ritrovo tante cose da fare: sistemare un po' la casa, cucinare per stasera - e per fortuna mi sono già anticipato un po' di lavoro ieri sera - sbrigare delle cose di lavoro, e poi rendermi presentabile per la serata. Presentabile, ma comodo e informale. Perchè già lo so che dopo mezzanotte inizierò ad avere troppo caldo o troppo sonno, e in questi casi avere qualcosa di elegante addosso sarebbe una tortura. E poi chi se ne frega, via.
Finalmente è finito quest'anno di merda! E che cazzo, non vedevo l'ora! Già la prima metà dell'anno è stata traballante e l'inizio non era stato dei migliori, poi verso l'estate sono cambiate tante, troppe cose, mi sono trovato col culo per terra e in questi mesi ho messo in discussione tantissime cose del mio modo di relazionarmi con le persone. Nonostante sia stato un autunno difficile però, ho conosciuto nuove persone e mi ha fatto molto piacere. E poi vabè, accanto a me ho gli amici di sempre. Pochi, ma buoni. Ormai mi sopportano da quasi otto anni, credo sia un record :D
Già quest'estate ho potuto contare sui consigli diretti ed "energetici" di Laura, che ora non sento tanto spesso ma che mi è stata vicina in un momento difficile e in cui mi sono ritrovato quasi da solo. (E nonostante anche lei avesse i suoi grattacapi con la laurea imminente, non dimentichiamolo) A settembre sono stato anche fortunato da contare sulla dolcezza e sulla disponibilità di Paolo, e mi ha fatto piacere anche "ritrovare" Stefania, con la quale abbiamo condiviso pippe mentali di varia natura e soprattutto i deliri sul platano fritto, che è stato il must dell'estate scorsa :D Sono stato anche abbastanza saggio nel decidere di recuperare un rapporto che avevo chiuso con troppa superficialità, quello con Pietro, che si era concluso quattro anni fa. Alla fine Pietro è quello che mi ha sopportato più di tutti e non smetterò mai di essergliene grato. I primi giorni ci siamo aggiornati sulle nostre vite, e tenendoci stretti stretti - anche se virtualmente. Poi ha condiviso con me piccole gioie, i miei soliti facili entusiasmi, botte di depressione assurde, ma anche un milione di cazzate e soprattutto di deliri assurdi: da Madonna che mangia bambini africani spalmandoli sui crackers, a Madonna - sempre lei! - con look nazi-glitter per il lancio del prossimo album, ai deliri su quello che sarà di noi dopo la morte (con me che sostenevo che l'idea di finire in una busta di minestrone della Valle degli Orti mi faceva una certa impressione)
Inoltre, questo 2007 sarebbe stato più ostico se non avessi conosciuto i gentili signori PerSpa, con i quali ho condiviso tante chiacchiere piacevoli, tanti sfottò - vero, Cerbiattò? :P - pizze napoletane, dolci siculi e altro. Tanti, tantissimi auguri a voi ragazzi, ed anche a TomTom e Topetta :D Un posticino speciale nel mio cuore quest'anno è stato preso in affitto anche da Oscar - tacci tuaaaaa! - da Andrea - fuh-fuh! - poi da te, little lovely asterisk (you know who you are) e da un inafferrabile SimSimoncio che dietro una facciata trucido-trash (che comunque apprezziamo) nasconde un cuore di dolcezza insospettabile. Peccato si palesi alle ore più assurde e per saluti che andrebbero annunciati durante un'edizione straordinaria del TG1. Un giorno di questi mi romperò le palle, andrò a casa sua, e dopo averlo sequestrato lo legherò ad un'enorme salsiccia di gommapiuma glitterata per violentarlo :D (e avrete una testimonianza video dell'evento, altro che i filmini suoi all'Alcatraz o ai vari concerti ai quali va per fare il groupie :P)
Un posticino last-minute poi è stato prontamente affittato a Massimo, con il quale negli ultimi giorni ho condiviso numerosi abbracci virtuali, e tante cose. Con lui sarà un 2008 di grandi domande esistenziali, secondo me. Anzi, chiudo il 2007 con una delle domande che più ci hanno angosciato in questi giorni: perchè gli zingari non portano gli occhiali? Si vedono zingari con i denti d'oro e argento, e Massimo giura di averne visto uno con due-tre cellulari, ma mai uno con gli occhiali. Mai. Perchè?
Inoltre auguro uno scintillante 2008 a tutti quelli che passano da queste parti, ma anche a coloro che mi hanno regalato un sorriso con i loro post.. non li nomino per non fare ingiustizie.. però auguro un luminoso anno nuovo anche a voi ed a coloro che ho conosciuto appena ho messo piede qui su Splinder. Ovviamente faccio tanti auguri anche a chi si è perso la possibilità di avermi come fidanzato.. (non tanti, in verità.. mi riferisco ad una persona in particolare) se stasera tra i botti sentirai una pernacchia esplosiva, sarà la mia. Perchè non sai che ti sei perso ;) (...ma tanto come dice il grande Per, alternando espressione perplessa e sguardo da cerbiattone, "c'è di meglio in giro...")
Buon anno a tutti ragazzi! Vi abbraccio forte,
F.
p.s. Aaah, cosa importantissima: da mezzanotte inizierà un sondaggio che si svilupperà per tutto l'anno nuovo e si concluderà il 31 dicembre 2008. Ogni volta che Antonio mi dirà "Ho sonno" oppure "mamma mia, e che sonno", io me lo segnerò su un file di testo sul mio pc. E vediamo quante "sonnolenze" è riuscito a totalizzare in un anno. L'iniziativa è stata già realizzata due anni fa, con successo, ed è stato calcolato che per tutto il 2005, Antonio ha detto 333 volte di avere sonno. Ora considerata l'età che avanza, ritengo probabile che alla fine del 2008 si arrivi a 666 sonnolenze. The Number of the Sleep. Ovviamente sono aperte le scommesse tra i commentatori.

Come alcuni di voi già sapranno, gli ultimi tre anni, a febbraio sono stato a Berlino, per seguire il festival del cinema, per lavoro. E' stata sicuramente un'esperienza intensa, faticosa, ma anche divertente e particolare. Sarebbero tante le cose da raccontare di questi tre anni di festival. Ho avuto la possibilità di vedere tantissimi film, alcuni dei quali - purtroppo o per fortuna, dipende dai casi :P - non usciranno mai in Italia. Ho avuto la possibilità di rivedere film da me molto amati e riproposti in retrospettiva, ho avuto anche modo di vedere film allucinanti, sempre in compagnia del valoroso Antonio. E mi sono tolto anche lo sfizio di vedere da vicino alcune delle tantissime star che hanno scelto la Berlinale per presentare i loro ultimi film: una splendida Sharon Stone, un'incantevole e simpatica Natalie Portman, poi Jennifer Lopez, un'adorabile Julie Delpy - protagonista di uno dei miei film preferiti, Prima dell'alba (chi non vorrebbe vivere una storia così?) - poi Clint Eastwood, Antonio Banderas, un semi-malconcio Kim Rossi Stuart, Heath Ledger, e poi quelle due grandissime chiavate di Rodrigo Santoro e Gerard Butler (il giorno in cui li ho visti in conferenza stampa credo di non essermi solo limitato a lustrami gli occhi, ma di averli cambiati) e poi i miei amori cinematografici: Keanu Reeves, Gael Garcia Bernal ed Ewan McGregor (che si presentò con due baffetti da sparviero che mi stavano mandando al manicomio)
In questi tre anni, ogni tanto accarezzavo una piccola fantasia: "Chissà se una volta o l'altra viene anche Madonna qui a Berlino..?" Pensavo sarebbe stato difficile, perchè ultimamente lei si è dedicata più alla musica che al cinema, e in ogni caso ritenevo che come "vetrina" per presentare il suo ultimo film, avrebbe preferito il Festival di Cannes, più scintillante e glamorous rispetto al Festival di Berlino, che è un po' più "serioso". In ogni caso, ero solito schiacciare orribilmente questa mia fantasia dicendo "Tanto il giorno in cui lei verrà qui, io non ci sarò."
Ed infatti.
A febbraio, per una serie di ragioni che non sto ad elencare, a Berlino non ci andrò. E manco a farlo apposta, ieri leggo QUESTA notizia.
Adesso, visto che è ora di cena, se permettete ne approfitto e vado a mangiarmi il cazzo.
Buon appetito :)
No, non è il titolo del prossimo cinepanettone dei Vanzina, ma il mio Natale, ovvero quello di un alieno capitato per sbaglio su questo curioso pianeta. E' la sera del 24 dicembre e sono tornato a Napoli il pomeriggio del 22, ma già non ce la faccio più. E la festa non è neppure cominciata!
Andiamo con ordine: io vi racconto l'incubo che sto vivendo, e voi magnanimi terrestri mi date eventuali consigli su come affrontare certe situazioni il prossimo anno. Io le usanze di questo pianeta non le conosco: per favore, aiutatemi. Altrimenti il prossimo anno me ne vado a fare Natale in Lapponia o in Groenlandia, e chissà che non riesca a far perdere la testa a un simpatico eschimese che mi chiederà di trascorrere con lui il resto delle nostre vite, e di vivere un'ardente storia d'amore tra i ghiacci. Io naturalmente rifiuterò l'offerta perchè l'idea di dover mangiare tutto il pesce che il marito eschimese riuscirà a catturare mi orripila. Poi magari mi fa un casino di buchi attorno all'igloo per pescare e io ci cado dentro. No-no-no. Per carità.
Comunque, non divaghiamo. Siccome le cose da dire sarebbero veramente tante, ho deciso di dividere il resoconto di queste terrificanti feste di Natale con cose scritte tra il 24 e il 26 dicembre.
Da quando sono arrivato, con mia madre è una polemica continua, estenuante, sfiancante. La conosco, e so perfettamente che va a periodi: giorni in cui esplode di amore per me, e giorni invece in cui deve assolutamente contestare qualsiasi mia scelta, qualsiasi parola, atteggiamento, abitudine... tutto. Mi ero ripromesso più volte di non darle corda, anche perchè lei, qualsiasi scelta io faccia non le va bene. Certe volte però i nervi saltano. Tipo stamattina alle cinque (24 dicembre ndf)..... quando ci siamo trovati entrambi svegli in cucina. Ora, secondo lei, non è possibile che uno si svegli perchè ha sete, o perchè non riesce a dormire bene con quella merda di cuscino in silicone talmente rigido che la testa "rotola" da un lato all'altro, o perchè nelle tagliatelle della sera prima c'era più sale che tagliatelle. No, secondo lei, io non dormo bene perchè sono frocio. Non è che abbia detto così, eh. Però mi ha salutato, mi ha osservato con aria preoccupata e poi mi ha detto
"...Ma stai ancora sentendo quel ragazzo?"
"Chii?" chiedo io cercando di svegliarmi, e carcando di capire di QUALE ragazzo stesse parlando
"Sei-ancora-in-contatto-con-quel-ragazzo?" scandisce lei, credendo che non abbia capito perchè non ho sentito la domanda
"Ma chi, Simone? Mamma, ci sentiamo ogni tanto.. ma perchè?!?"
"No, è che vedo che non dormi, soffri.. che sei DISTURBATO.."
A quel punto sono uscito di fretta dalla cucina per evitare di mandarla a fanculo, e sono andato in camera mia. Avevo i nervi a fior di pelle. Io disturbato? E ti credo, 'sto Natale con te sta diventando 'na prova di sopravvivenza. Dopo cinque minuti lei entra in camera con un sorriso smagliante - come se non avesse detto nulla - e mi chiede se voglio un caffè. E a quel punto il vafanculo ci stava tutto. E che cazzo.
Mi sono alzato, ho fatto una lunga doccia e verso le otto e mezza me ne sono uscito. Avevo appuntamento con un amico a mezzogiorno, in centro, ma sono uscito di casa tre ore prima pur risparmiarmi ulteriori umiliazioni. E sono tornato verso le sei e mezza. Come se non bastasse poi, prima di uscire ho scoperto che aveva deciso di lavare quasi TUTTI i miei vestiti... e praticamente sono uscito da casa con il mio giubbino di pelle, i miei pantaloni e le mie scarpe (fortunatamente) ma con felpa, mutande e calzini (orrendi) di mio padre. E ombrellino color lattuga di mia madre, che si intonava meravigliosamente ai calzini.
Altra cosa sulla quale ha avuto da ridire, è il mio stato di salute: ora, sappiamo tutti quanto siano apprensive le mamme, no? Però qui si esagera! E prima mi ha riempito di tachipirine ( a 'sto punto invece degli struffoli, mi facevo fare un vassoio di tachipirine con il miele, tutto decorato di caramelline e canditi) poi le è venuta la mania dell'OKI, e poi ha tentato di impormi l'aerosol. Mi sono rifiutato e da quel giorno continua a rinfacciarmelo. Probabilmente tra dieci anni mi telefonerà per dirmi "...Perchè tu non vuoi mai starmi a sentire, nel Natale del 2007 ti avevo detto di farti l'aerosol, ma tu..." [edit 26 dicembre: mia madre è tornata speranzosamente alla carica per chiedermi "non è che vuoi un antibiotico?" così, come si offrirebbe un caffè o un amaro]
Insomma, qui se non mi sbrigo a tornare a casa mia, rischio di morire di overdose da medicinali da banco. Se dovesse accadere però, voi non preoccupatevi, perchè lo verrete sicuramente a sapere: immagino già i titoli: "Come Marilyn, nudo, tra le lenzuola, ormai privo di vita" "In casa numerose bustine di Oki vuote. Stringeva in una mano la cornetta del telefono" "Le ultime parole al telefono: "Say goodbye to mr. Keanu Reeves" (E' che in America ogni tanto c'hanno i presidenti fighi, io non è che posso dire "Say goodbye to mr. Napolitano"... l'unico un pocopoco più scopabile sarebbe Casini, ma sono sicuro che se iniziassi un torrido love-affair con lui, perderei quel poco di stima che ho di me stesso, la faccia, e l'affetto degli amici e delle poche persone che mi vogliono bene)
Fortunatamente - e inaspettatamente - le cose con mio padre sono andate molto meglio. Ce ne sarebbe da dire pure su di lui, ma lo salvo solo per il modo sublime in cui "fa il cartellone" quando si tratta di giocare a tombola, che per me è uno dei giochi più noiosi al mondo, ma con lui diventa uno spettacolo. Giuro, ad un certo punto mi stavo sentendo veramente male dal ridere. Tra un numero e l'altro, si inventa completamente la cabala, poi attacca a raccontare i fatti suoi e soprattutto a parlare dei vicini di casa (e non solo) deliziandoci a volte con delle imitazioni strepitose. E alla fine i numeri sulle cartelle passano in secondo piano. E' impossibile descrivere in due righe lo show di ieri (25 dicembre) perchè bisognerebbe vederlo, in ogni caso quest'anno i protagonisti del suo delirio sono stati una signora che vive nel palazzo, dall'aspetto mastodontico e sguardo così truce che quando entra in garage sembra stia pensando "aaah aggia sfunnà 'o canciello cu 'sta cinqucient'"( "devo sfondare il cancello, con la mia Cinquecento"), la vicina alcolizzata e racchia che per lui proverebbe una certa attrazione (lo chiama Scion, come Scion Conneri) e poi svariati altri personaggi, come il Signor Pesce-in-Brodo e Quella-con-i-due-occhi-finti. Per non parlare poi dell'infermiera che nel tentativo di fargli un prelievo di sangue gli avrebbe fatto sei buchi su entrambe le braccia, e ci sarebbe riuscita dopo uno spaventoso spargimento di sangue: "Le devono sparare in fronte, mentre tiene una delle sue siringhe in mano" e poi, ancora "Ad un certo punto ho avuto paura che si fosse punta anche lei, mentre tentava di farmi il prelievo, e volevo farmi anche il test dell'HIV"
Per il resto, una cosa terribile. Mi sto accorgendo che col passare degli anni i discorsi dei parenti sono sempre più incentrati su malattie, esami clinici e cose del genere. Non so se è così anche nelle vostre famiglie, ma è da tagliarsi le vene: ieri sera per esempio è venuta a farci visita la nostra vicina di casa. Auguri, regali, abbracci, sorrisi.. poi le lacrime. Evabbè, di recente ha perso entrambi i genitori, che erano anziani, ma pur sempre i genitori. Cerco di farla sorridere, e riesco persino a farla ridere.. poi dopo cinque minuti attacca a raccontarmi una serie di sciagure, morti, malori, ricoveri ospedalieri, interventi chirurgici e iettatature varie accadute dal cinque gennaio di quest'anno, fino all'altro ieri a suoi parenti, amici, conoscenti ecc. Tutto questo mentre mangiavo frittelle di zucchine e cavolfiori fatti da lei e ascoltavo in rispettoso silenzio, cercando di non far vedere che mi stavo grattando energicamente le palle.
Questa tendenza alla chiacchiera farmacologico-ospedaliera ha raggiunto il culmine la sera del 25. Mi ero appisolato sul divano e come di consueto non sono riuscito a dormire senza russare. Mi sono svegliato tra le risate dei parenti e poi uno di loro ha sputato la sua irrinunciabile sentenza: "Tu devi sempre dormire sul fianco perchè potresti MORIRE". A quel punto spengo velocemente il cervello e inserisco il Fabio Automatico (quello che annuisce a ripetizione e dice anche "eh infatti, sìsì" "eh c'hai ragione") ma non ho potuto scansare alcune parti del suo discorso e che comprendevano vocaboli come "piloro" "vomito" e un terrificante "tu poi vivi da solo, nessuno se ne accorge se per caso ti senti male durante la notte" (Ve la fate 'na bella grattata anche per me? Per favore.)
Per fortuna un paio degli storici elementi di disturbo quest'anno hanno disertato il cenone della Vigilia e il pranzo di Natale, tuttavia non sono riuscito a scansare la Cugina Nevrastenica e la Nonnina Soffocante. La prima risulta istintivamente simpatica agli inizi, poi ci parli e ti viene l'angoscia: perchè nel tentativo di rendere le sue domande più incalzanti, le ripete almeno due volte in una frase, e dopo dieci minuti non ce la fai più: "Ah sì? E dove sei andato-dove sei andato?" "E con chi eri-con chi eri?" e "ma ti sei fidanzato-ti sei fidanzato?" "E dimmelo che non lo dico a nessuno-non lo dico a nessuno". E tu vorresti rispondere ad ogni domanda doppia con due colpi di bazooka.
Più inoffensiva, ma ugualmente irritante è la Nonnina Soffocante: parla, parla e straparla e non si cura assolutamente se la stai ascoltando, se sei d'accordo o meno con lei, se stai facendo un tentativo di conversazione.. non gliene frega nulla, per lei l'importante è che le venga data la possibilità di parlare e soprattutto di impartire ordini, che puntualmente non saranno mai ascoltati. Se capiti nel suo raggio d'azione ti ordinerà di sederti a tavola, ma nel posto indicato da lei, poi di mangiare assolutamente due biscottini, e non una tartina come stavi pensando di fare. Ovviamente la evito come la peste.
Per fortuna c'era Ale... come avrei fatto senza di lui? Mio cugino è un ragazzo splendido: bello, simpatico, alla mano, spontaneo, divertente ed è anche fidanzato con una ragazza solare come lui... a volte è un po' sbruffone, ma col tempo ha imparato a spararle meno grosse e in fondo ci piace anche per questo. Per tutto il cenone della Vigilia non abbiamo fatto altro che confabulare a voce non troppo bassa dei soggetti che avevamo attorno, e così tra un bicchiere di vino e l'altro abbiamo commentato "maglioncini berlusconiani", "pose alla Lapo Elkann" "spaghetti troppo secchi che non sono secchi, ma siccome lo zio dice ogni anno che sono secchi, consideriamoli tali" e "st'insalata russa fa schif". Alla fine l'ho abbracciato e stavo anche per commuovermi: "Meno male che ci sei tu" gli ho sussurrato, e lui mi ha sorriso, poi mi ha abbracciato di nuovo forte.
[to be continued]
Ho mal di gola. E non mi sento molto bene. Magari è la meningite. Meglio, così muoio e mi scanso le feste di Natale.
Capisco che quando uno comunica cose del genere ai genitori, come minimo questi si preoccupino. Come se stessi per morire (anche se poi ti dicono "ma è solo un mal di golaaa")
Però sfruttare telefono, posta elettronica e SMS per dirmi la stessa cosa - e ovvero "Ricordati di prendere la tachipirina" - a me sembra una forma di stalking genitoriale.
EDIT: nell'ultima mail di mio padre, scaricata adesso, mi chiede di compragli una cosa alla LIDL sotto casa mia (lui AMA la LIDL) e mi raccomanda di continuare "a prendere tachipirina, solo così mi sto salvando dal raffreddore"
Passerò le feste a scrivere sui muri della città "ONLY TACHIPIRINA SAVES". Con lo spray rosso.
Sabato partirò per Napoli e dal 22 al 27 dicembre vivrò in apnea, senza poter palesare il fastidio devastante che provo in presenza di alcuni parenti. Ma sopravviverò e tornerò, e inizierò da subito la lotta contro i due-tre chili di troppo post-natalizi che puntualmente appesantiscono la mia meravigliosa figura.
Porterò con me la digitale e il portatile, almeno scriverò qualcosa da postare al mio ritorno. Ma spero di poter fotografare anche qualcosa, o di fare qualche piccolo filmato. Giuro che se a Natale giochiamo a tombola con chi-so-io devo assolutamente fare un filmato per farvi vedere che razza di reazioni ha quando le manca un numero per completare la casella. E' uno spettacolo. A meno che non muoia durante il gioco. Il che è possibilissimo.
Sulla mia situazione sentimentale, ne approfitto per fare un piccolo chiarimento. Nessun inciucio. E' che io ultimamente, ogni tanto mi innamoro di qualcuno. Ma poi mi passa, tranquilli.
C'è chi soffre di emicranie, cervicale, colpi della strega.. io soffro di innamoramenti cronici. E non mi venite a dire "Ma nooo è una cosa bellissima, tu sei da sposaare". No. E' una maledizione. E certe volte preferirei non essere un uomo in carne ed ossa, ma un ghiacciolo arcobaleno (ve li ricordate, no?) che vive in una coloratissima confezione assieme ad altri ghiaccioli, nel banco frigo di un supermercato. E fare amicizia con i pesci surgelati della Findus, che secondo me sono anche meglio di certi pesci lessi.
E' un luogo comune, ma certe cose accadono quando meno te le aspetti. Piccole cose inaspettate che rendono diverso un week-end, rispetto a come pensavi sarebbe andato.
E così cammini per strada con l'aria gelida che ti soffia sul viso, ma i raggi di un sole che tramonta - e ti scalda - nel cuore. E poi baci di cioccolata, sorrisi, mani in tasca e un albero pieno di stelle.
E far finta, per una volta, che gli altri non esistano.
E poi ancora raggi di sole, negli occhi e sulla pelle. Piccoli percorsi con le dita e infine il giorno che muore, tra piccoli e scherzosi soffi d'aria.
Torno a casa e noto che è arrivato un SMS da parte di Jimmy sul cellulare. Non potevo non condividerlo.
" Oggi sono sommerso di lavoro e invece sto leggendo tutti i post della categoria amore del tuo blog. dentro mi sento come quando a metà anni '80 vidi l'ultima puntata di Ciranda de Pedra :-)* "
Considerato che il mittente è uno che l'altra settimana ha detto "Mi sento come Valeria Golino in un'intervista apparsa su un giornale negli anni '80", devo prendere l'essemmesse ricevuto come un complimento, o COSA? :P